martedì 28 febbraio 2012

Il primo sito di incontri extraconiugali

Come tutte le mattine, mi stavo dirigendo nella mia religiosissima università, quando ecco che i miei occhi intercettano un claim pubblicitario che recita così "Essere fedeli a due uomini significa essere due volte più fedeli". Mi sono fermata per leggere bene, convinta di essere stata tratta in inganno dal fatto di essermi svegliata lle 6. Invece no, lo slogan era proprio questo. Si tratta del "Primo sito di incontri extraconiugali pensato dalle donne". Pare che i copywriter siano dotati di una discreta ironia.


Gleeden - questo il nome del sito per le aspiranti adultere - nasce in Francia oltre un anno fa e pare che abbia riscosso un interessante successo. Per chi volesse entrare a dare una sbirciata, questo è il sito. Le donne, manco a dirlo, possono iscriversi gratuitamente e, a incontro concluso, possono anche lasciare un feedback sull'uomo conosciuto, senza che lui o gli altri maschietti lo vedano. L'identità è ovviamente tutelata grazie alla possibilità di usufruire di due tipi di book: uno pubblico e uno privato, da mostrare solo agli utenti dei quali vi fidate di più. Il sito è sì pensato per le donne, ma anche gli uomini di certo troveranno ottimi sputi di divertimento "Grazie a uno strumento di ricerca estremamente accurato potrai fare piacevoli incontri con donne sposate in cerca di avventure, con uomini che desiderano rendere più piccante la loro vita quotidiana o con single alla ricerca di storie appassionanti!".
Certo, certo, tutti sono bravi a decantare il proprio prodotto. Mica si può cercare di vendere una cosa e descriverlo come una sorta di bordello virtuale. E allora cosa si fa? Si ricorre alle testimonianze. Tutte con foto! In effetti mi pare la cosa più scaltra mettere la propria foto, con testimonianza di tradimento, su una pagina che può essere visualizzata anche senza iscrizione. Mi pare un'ottima idea. O semplicemente si tratta di uno specchietto per le allodole creato ad arte con foto di dipendenti o amici di qualche dipendente.

Orbene, io dico, se proprio mi parte la voglia di tradire mio marito, il minimo che posso fare è uscire a cercarmi l'amante. Un amante lo si può trovare ovunque, dal supermercato all'impiegato dell'ufficio di fronte. Non si può nemmeno addurre la scusa del "Non ho tempo". Puoi anche ordinare una pizza a domicilio e intortare il fattorino (molti film porno iniziano così mica per niente). Se il brivido della caccia si risolve nell'iscrivermi a un sito, sfogliare un book virtuale - e nell'era di Photoshop si rischiano delle grosse fregature - e dare appuntamento a uno sconosciuto, allora si perde tutto il bello della conquista.
Altra considerazione. La donna non è che ci faccia proprio una bella figura. L'immagine che mi giunge è quella di un gregge di femmine con le caldane, un recinto di palpitanti detentrici di vagina dal quale gli uomini possono scegliere la portata che più gli è congeniale in quel momento. E il fatto che poi le donne possano cinguettare tra loro tutti i pettegolezzi sugli uomini in questione, di certo non conferisce loro questo gran potere.
Ah, anche se già lo avrete probabilmente intuito, preciso che il sito è stato fondato da un uomo.

Uomini e donne, se proprio avete voglia di rischiare di farvi marchiare con la temuta lettera scarlatta, fate almeno lo sforzo di scegliere accuratamente la materia prima. Donne, proprio noi che non compriamo nemmeno un prodotto cosmetico senza prima esserci fatte dare un campioncino, vogliamo davvero affidarci a un sito come questo?


domenica 26 febbraio 2012

Stalloni italiani

Leggo e riporto.

"Cambia l'aspetto fisico dell'uomo del Terzo millennio: braccia e gambe si allungano, il pene invece si accorcia. [...] Cambiano anche le dimensioni del pene: mediamente lungo 9,7 centimetri nel 1948, 9 centimetri nel 2001, 8,9 centimetri nel 2012 si ferma a 8,9 cm. [...]"
Questo è il risultato di uno studio condotto dal Servizio per la Patologia della riproduzione umana dell'Azienda ospedaliera universitaria di Padova (qui potete trovare l'articolo completo). Io non ho grande dimestichezza con le misure, diciamo proprio che non ho il senso della misura. Per rendere l'idea, quando sono in macchina con Charles e ci mettiamo alla ricerca di un parcheggio, io gli indico con entusiasmo anche delle nicchie nelle quali non ci starebbe nemmeno una Smart piegata come un origami. Siccome la curiosità è donna, ho recuperato il mio metro da sarto e ho controllato l'effettiva consistenza delle misure indicate nell'articolo. Sono rimasta sorpresa. Insomma, parliamo di poco più di un Labello (ora non riuscirete più a guardare il vostro Labello con gli stessi occhi).
Le misure contano o non contano? Studi condotti da me medesima su un campione composto da me, amiche e conoscenti, posso dire che un pochino le dimensioni contano, sia per un fatto di stimolazione che per uno di soddisfazione. Fatevi un esame di coscienza e pensate alla sensazione di trovare nelle mutande di un uomo qualcosa di molto simile al vostro dito indice. Per par condicio, va detto che anche il troppo può dare problemi. Sì, certo, ovvio, un buon rapporto sessuale non si misura solo in centimetri. Puoi anche avere un'eccedenza di centimetri, ma se poi pratichi il sesso orale con la stessa classe di un cane mentre si abbevera dalla ciotola, allora qualcosa continua a non andare.

Questo mi fa pensare allo stereotipo dell'italiano stallone, grande amatore, divinità del sesso e instancabile quanto premuroso amante. Non ho dubbi riguardo al fatto che questa voce sia stata diffusa da uomini italiani che continuano a cantarsela e suonarsela da soli dall'alba nei tempi, e così andrà avanti nei secoli dei secoli. I maschi italiani hanno indubbiamente una cosa: la faccia di palta. Loro si buttano e ci provano, a volte in modo discutibile, se intascano un due di picche scrollano le spalle, bevono un sorso di birra e passano al prossimo obiettivo. I maschi italiani sono espansivi, diciamo così. Facendo le solite precisazioni, del tipo "Ovviamente non si può fare di tutta l'erba un fascio. Bisogna riconoscere che ci sono delle eccezioni, e non sono poi così rare bla bla bla", non sento di poter concordare con questo luogo comune. Il problema è che per molti la questione si risolve nel "Prendo, infilo, tolgo, ripeto, rantolo. Finito", una procedura molto meccanica. Oppure prendono spunto da quanto appreso su Le Ore (i meno giovincelli) / Cicciolica ai mondiali & Co. / YouPorn e compagnia bella e si dà sfogo alla fantasia, credendo che basti rantolare, buttarci qualche frase sporca (magari in tedesco o in americano, rigorosamente slang), credere che tutte le donne amino farsi schiaffeggiare con il pene e così via. Ben venga la fantasia e la trasgressione, se entrambi concordano, ma applicare il mondo del porno alla vita reale è come guardare un cartone Disney e stupirsi nello scoprire che gli animali non parlino realmente.
Per scrivere degli articoli a tema sessualità, ho avuto modo di parlare con chi si occupa di interagire con persone alla ricerca di un modo per ampliare gli orizzonti della propria sfera sessuale. Emerge che molti - e le donne non sono escluse da questa considerazione - sono ignoranti in materia "sesso", anche se hanno all'attivo un considerevole numero di rapporti, magari con una certa quantità di partner. Pare che conti semplicemente farlo. 
Ricordate che le cose si possono fare bene o si possono fare male. Questo vale anche per il sesso.



venerdì 24 febbraio 2012

Friends with benefits

Usare parole straniere fa figo.
Non importa l'età, il contesto o l'attinenza. L'importante è infilare nella frase qualche parola straniera. Tutto sembra più colto, più sensato e più elegante. Perfino il nostro barbone assume un'aria più distinta se lo si chiama homeless o clochard
Le relazioni amorose non sono certo esenti da questa moda, quindi ecco, tra i tanti, boyfriend/girlfriend, toy-boy, cougar  e friends with benefits. I friends with benefits sono quelli che in Italia schiettamente chiamiamo scopamici, cioè gli amici che escono, chiacchierano e copulano gioiosamente.
Questa è una condizione che mi rende perplessa, credo di non aver mai capito fino in fondo come funzioni. Capisco cosa voglia dire essere amici, comprendo anche la parte dello scopare, quello che non capisco è come le due cose possano coniugarsi dando solo benefits e pochi scazzi.
 
Lei e lui sono amici. Complice qualche bicchiere di vino, la noia, la forzata astinenza sessuale, il fatto che in televisione ci sia solo Sanremo, si finisce con il conoscersi più intimamente. Apparentemente la cosa è interessante, visto che in una persona trovi il compagnone, il confidente, l'amante e chi più ne ha più ne metta. E poi? Tra due ragazzi che erano nella mia compagnia le cose sono iniziate così e sono finite con lei che piangeva un giorno sì e l'altro pure perchè non aveva compreso che il ruolo di scopamica non prevedeva evoluzioni. Morale della favola: lui si è fidanzato (con un'altra, ça va sans dire) e lei ha lasciato la compagnia. 
 
Lei e lui si incontrano, escono, finiscono a letto. Rifiniscono a letto. Lo rifanno. Tra un amplesso e l'altro chiacchierano e si raccontano. Si rimane nell'ambito della scopamicizia o si finisce nella definizione di amanti occasionali?
Ecco perchè non mi è chiara la condizione di scopamici con benefici. L'amicizia è pregressa o subentra tra una penetrazione e l'altra? Davvero si riesce a rimanere sentimentalmente neutrali, in modo da avere solo e unicamente i benefici?

L'unico esempio di scopamicizia mi riporta all'Avvocato. Lo conobbi anni fa, tramite amici, quando lui era ancora uno studente universitario e io frequentavo le superiori. Non so bene come e perchè sia successo, fatto sta che siamo finiti a letto dopo un paio di uscite, ed è andata avanti così per un po' di tempo. D'un tratto, così come è iniziata, la questione è andata in pausa, con il tacito benestare di entrambi. Negli anni siamo rimasti in contatto, sentendoci sporadicamente, magari prendendo un caffè insieme e facendo un saltuario richiamino dei tempi che furono. Il tempo è passato, entrambi abbiamo trovato qualcuno da amare (e contro il quale ringhiare) e i contatti si sono fatti ancor meno frequenti... fino a questo dicembre.
Dopo mesi e mesi passati a dire "Certo, una di queste sere ci prendiamo un aperitivo" e, si sa, questa frase è un chiaro sinonimo di inconcludenza, ci siamo finalmente ritrovati. Non ho ben chiaro cosa mi intrighi di lui. Esteticamente non è una bellezza da mozzare il fiato. Ha il carattere del classico figlio di papà e le mani un po' troppo lunghe (solo quelle, ahimè). Certo, ha una buona cultura e gli argomenti di conversazione non gli mancano. Ma lo sappiamo tutti che le cose più affascinanti solo quelle che ci lasciano pieni di domande e con poca razionalità.
Vi starete chiedendo "Certo... certo... tutto molto interessante maaaaaaaaaaa... avete riaperto la vecchia pratica? Hai tradito Charles? Vogliamo i dettagli piccanti!".
Posso dire nì, ma il post si sta facendo troppo lungo, e inizio quasi ad andare fuori tema. Ci sarà tempo per parlarne, anche perchè giovedì dovrei nuovamente vederlo.


mercoledì 22 febbraio 2012

Il profondo senso dello humor del destino

Ieri ero determinata a scrivere un post sul nuovo semestre universitario, o meglio, sui nuovi docenti del nuovo semestre o, ancor più precisamente, su uno dei nuovi docenti. La full immersion universitaria, di ben 10 ore, alla fine mi ha fatta desistere. Tanto, che differenza potrà mai fare?
Le ultime parole famose.

Dovete sapere che ho una predilezione per i ragazzi dall'aspetto fanciullesco, quelli con il classico faccino pulito ma lo sguardo da canaglia. Ciò mi porta a trovare attraenti dei ragazzi che, in effetti, hanno l'espressione da giovinastro semplicemente perchè sono giovinastri. Non che io sia vecchia, i miei 25 anni li porto con soddisfacente dignità.
Un paio di post fa ho accennato della mia relazione con il Giovane Werther, soprannome che si è guadagnato non per la sua passione per la letteratura, ma solo per una questione anagrafica. Lui è la classica persona che ti fa camminare lungo il ciglio del burrone. Un giorno ti tiene al sicuro fra le tue braccia, quello seguente ti lascia con le gambe ciondolanti nel vuoto mentre intorno imperversa la tempesta. Alla fine, dopo un anno di "quasi relazione", incontenibile passione, lacrime, risate, viaggi e intimità, mi ha spezzato il cuore. In realtà me lo ha spezzato due volte, ma la seconda è stata la volta definitiva.
Nonostante ciò, non ho certo abbandonato la mia predilezione per i volti innocenti. Charles (il mio attuale ragazzo. Quello vecchio dentro) ha superato i 30 ma conserva dei tratti somatici dolci.

Questo preambolo è necessario per spiegare l'importanza del post che avrei dovuto scrivere e avrei intitolato "L'immediata lentezza del cambiamento".
Entra in aula un nuovo docente. Non posso scendere nei dettagli, visto che voglio far rimanere anonimo questo blog, dico solo che si tratta di una persona che riveste un ruolo molto importante in un'azienda dal nome italiano, con la quale molti di noi hanno a che fare quotidianamente, più volte al giorno. Indossava un completo scuro, completato da una sobria pochette bianca. Non posso dire che sia oggettivamente bello, eppure ne sono rimasta affascinata. Elegante, colto, nome francese, posizione di potere.
In quel momento ho realizzato che è QUELLO il genere di uomo che voglio. In quel momento ho ufficializzato un lento cambiamento che stavo già coltivando da tempo, avevo solo bisogno di un segno, qualcosa che confermasse il pensiero che continuava a ronzarmi in testa.
Ecco, ieri avrei voluto approfondire questo tema. I cambiamenti sono lenti, ma noi ce ne accorgiamo quasi per caso, tutto d'un tratto.
Addio bimbominkia! Benvenuti uomini in completo scuro!

Il destino deve avere un affinato quanto bastardo senso dello humor. Non faccio in tempo ad adagiarmi in questa nuova filosofia, beandomi dell'immagine del mio docente e complimentandomi con me stessa per aver intrapreso un cambiamento impegnativo, che lui mi piazza davanti il simbolo di ciò al quale avevo deciso di dire addio. Proprio fuori dall'università incontro lui. Dopo due anni mi trovo il Giovane Werther davanti, con un po' di barba incolta e gli occhiali da sole. Saluti a denti stretti, sorrisi imbarazzati, frasi di circostanza e gelo palpabile. Nulla di più. Complice l'arrivo del suo autobus, l'incontro è stato rapido.
Che dire, pensavo sarebbe stato diverso. Mentirei se dicessi di non aver mai pensato (a tratti sperato) di incontrarlo ancora, e mi chiedevo dove sarebbe accaduto, cosa ci saremmo detti e, soprattutto, cosa avrei provato. Non sentivo il cuore balzarmi nel petto (forse perchè non sentivo il suo solito profumo), certo, sentivo molto imbarazzo, ma non sentivo quell'emozione che temevo di provare. Forse c'è solo un velo di nostalgia per ciò che mi ha fatto provare, non per quello che effettivamente è.


domenica 19 febbraio 2012

Serie offerte di lavoro

In attesa di finire l'università e trovare un lavoro adatto ai miei studi, cerco di guadagnare qualche soldo facendo la hostess o la promoter. Purtroppo il mondo delle hostess è crudele con le ragazze formato bonsai come me, soprattutto con quelle che, oltre a essere mignon, non hanno soldi da investire in un book smutandato e photoshoppato. Nonostante ciò, provo comunque a mettere degli annunci, nella speranza di trovare (come a volte accade) qualcuno che sia disposto a guardare oltre la statura.
Il mio annuncio è assolutamente essenziale: percorso di studi, precedenti esperienze lavorative, lingue conosciute e, ovviamente, delle foto. Se vi è mai capitato di girare per qualche sito di annunci, o almeno di fare un giro in fiera, vi sarete certamente accorti di quanto le hostess siano ammiccanti e scosciate. Ecco, le mie foto sono l'esatto opposto. Ci sono due primi piani e una foto a figura intera che mi vede indossare un abito aderente ma lungo fino al ginocchio. Un modo pudico per far vedere il fisico senza essere troppo, come dire, esplicita.
Tutti questi accorgimenti non frenano gli intrepidi e fantasiosi maniaci. Qualche esempio?

"ciao, sono uno studente universitario di 26 anni, non ti faccio perder tempo, non cerco sesso, non chiedo nulla, vorrei semplicemente poter esser "sfruttato" da una ragazza, o due non ha importanza, come domestico, fidato zerbino, farei tutte quelle faccende che scaricheresti volentieri a qualcun altro, pulizie, ordi...ne, persino far da cuoco, stirare, insomma un vero e proprio domestico al tuo servizio. Se sei carismatica e ti interessa sarei disponibile davvero, non è uno scherzo, sarei felicissimo di servire una donna senza nessun tornaconto, ho un po' l'indole servile e mi piacerebbe far questa esperienza, inoltre potrei esser sempre utile per qualsiasi evenenzia pronto ai tuoi ordini, insomma potresti avere la vita anche più semplificata. Fammi un colloquio conoscitivo, anche in centro in un cafè, sono di bella presenza, di buona cultura, buone maniere insomma sarei un ottimo domestico! Dammi una possibilità, non la sprecherei...anche se volessi farmi lavorar per te quasi tutti i giorni, sarei impeccabile e sempre professionale. Fammi sapere, ciao."

"Tesoro sei bellissima...sei disponibile come accompagnatrice per cene/dopo cena? Il tuo compenso? Se no scusami per il disturbo, ti auguro buona serata".
Questo è uno degli esempi classici e si può presentare sotto forma di sviolinate "Sei bellissima! Hai mai pensato di fare la modella?" o di lunghe ed elaborate perifrasi che impiegano decine di righe per dire "Mi serve una escort per ciulare".

"ciao, saresti disponibile per foto un po sexy uso personale (cioè assolutamente no divulgazione e/o pubblicazione)? sono una persona serissima, giovane libero professionista, ottima presenza e classe, che vorrebbe almeno una volta fotografare una ragazza "della porta accanto" (nel senso non una modella professionista). assicuro un ottimo compenso (ci si accorda di sicuro, non ho problemi), perfetto per guadaganre qualcosa facilmente e, perché no, anche divertendosi."

Poi ci sono i furbetti che si spacciano per responsabili ufficio markting di qualche non ben precisata azienda di intimo o calzature che chiedono foto in intimo o primi piani di piedi.
Qualcuno ci casca? Sì, assolutamente.

Io quattro risate me le faccio volentieri, certo è che non mi spiacerebbe ricevere anche qualche proposta di lavoro seria. 

venerdì 17 febbraio 2012

Guerra alle smagliature

Ho le smagliature.
Pochi preamboli e pochi eufemismi, bisogna dire le cose come stanno. Ho il culo striato da quando avevo 13 anni e, da quel momento in avanti, non sono più riuscita ad arginare il problema. Sembra che sulle mie terga si sia stabilito un instancabile contadino che non smette di creare solchi nel terreno, e nulla pare essere in grado di fermarlo. Premettendo che non fumo, non bevo alcolici, bevo tantissima acqua e faccio attività fisica, ho provato praticamente ogni metodo per provare almeno a contenere il problema: creme di ogni principio attivo e consistenza, oli ed estratti provenienti da ogni pianta nota e ignota, vodoo, feci di unicorno, sacrifici alle divinità pagane. Ok, forse le ultime cose non sono esattamente veritiere, ma era giusto per rendere l'idea.
La dermatologa ha scoraggiato la mia idea di ricorrere a qualche intervento estetico, ma non è nemmeno riuscita a curare la mia acne da ovaio policistico, quindi mi sento in diritto di dubitare.

Una delle offerte di Groupon (santi siano questi buoni) ha riacceso in me la speranza, e sappiamo tutti che fine fa chi muore sperando. Sei sedute di laser anti-smagliature al presso di 199€ - sempre per via della sottile tattica psicologica di non arrotondare per eccesso i prezzi - anziché 1200€. Ho impugnato la carta, ho stretto i denti e ho fatto l'acquisto.

Ieri è stato il momento della prima seduta. Lo studio medico è ubicato in una delle vie dello shopping milanese ed è gestito da una dottoressa che è specialista in psicoterapia, esperto e consulente in medicina a indirizzo estetico, omeopatia, omotossicologia, medicina naturale e docente di medicina estetica, medicina naturale e nutrizione biologica. Questo pot-pourri di titoli mi rende un po' sospettosa.
"Ci sarebbero anche da fare le infiltrazioni, così il processo di guarigione aumenta" mi dice subito dopo una fugace presentazione. Certo, ovvio, mi aspettavo la proposta di qualche prodotto ancillare.
"Guardi, io ho un brutto rapporto con gli aghi. Direi che le infiltrazioni non fanno per me".
Ma questo mica è un problema. Anche per le fifone come me c'è la possibilità di usufuire di qualche specializzazione della dottoressa, infatti mi viene proposta l'ipnosi. Forse, se le avessi detto di essere single, si sarebbe offerta anche come flirt coach.
Mi spoglio e mi porto a favore dell'obiettivo per far immortalare le mie zebrature, in modo da poter poi confrontare il prima e il dopo. Come nelle televendite di prodotti dimagranti. Salgo sul lettino e il laser inizia la sua magia. La sensazione è quella di un ferro arroventato che ti marchia lentamente, come i cow-boy quando marchiano il bestiame.

Funzionerà? Avrò preso una sola? Riuscirò a mettere a ferro e (letteralmente) a fuoco la dimora del contadino che continua a vangarmi il sedere? Per ora è difficile fare pronostici. L'unica cosa che mi si palesa davanti sono delle preoccupanti chiazze rosse, da me amabilmente curate con l'olio di jojoba.


domenica 12 febbraio 2012

Un giovane vecchio

Charles la irritava sempre più. [...] Emma qualche volta gli parlava di quello che aveva letto, di un brano di un romanzo, di una nuova commedia, o gli raccontava l'aneddoto dell'alta società riferito nel feuilleton. perchè, alla fin fine, Charles era pur sempre qualcuno, un orecchio sempre aperto, un'approvazione sempre pronta. non faceva forse confidenze alla sua levriera? ma ne avrebbe fatte perfino ai ceppi del caminetto, alla pendola! Nel fondo della sua anima, Emma aspettava che qualche cosa accadesse. Come i marinai in pericolo, volgeva gli occhi disperata sulla solitudine della sua vita e cercava, lontano, una vela bianca tra le brume dell'orizzonte. Non sapeva cosa l'aspettava, quale vento avrebbe spinto quella vela fino a lei, su quale riva l'avrebbe portata, nè sapeva se sarebbe stata una scialuppa o un vascello a tre ponti, carico di angosce o di felicità fino ai bordi. Ma tutte le mattine, svegliandosi, sperava che fosse il giorno buono, ascoltava ogni rumore, si alzava di colpo, si stupiva se non accadesse niente. Al tramonto, sempre più triste, desiderava di essere già al giorno successivo. [...] Le altre esistenze, anche le più piatte, avevano almeno la possibilità di un avvenimento. Un'avventura si tirava dietro, talvolta, una infinità di peripezie. Le scena cambiava. Ma a lei non accadeva niente. Dio aveva voluto così. L'avvenire era un nero corridoio: e, in fondo, c'era una porta chiusa.
Tratto da Madame Bovary di Gustave Flaubert.

Da oltre 2 anni ho accanto a me un ragazzo. Un gran bravo ragazzo. Il classico bravo ragazzo. Dopo una storia con un traditore seriale e con un ragazzino senza voglia di impegnarsi, lui è il mio approdo sicuro. Il problema è che lui, per quanto si ostini a negarlo, è una di quelle persone appartenenti alla categoria dei "giovani vecchi". Nonostante abbia da poco superato la trentina, è come avere accanto un settantenne amareggiato e deluso dalla vita, con poco brio e spirito di iniziativa. Va bene che io sono uno spirito inquieto, che gli opposti si attraggono, che lui è la metà che riesce a mitigare la mia natura ribelle, ma a tutto c'è un limite. Sin dall'inizio, con più o meno tatto, a seconda della vicinanza con la fase mestruale, ho tentato di spronarlo a essere più vitale e meno serio. Il risultato è stato che, invece di essere io a ravvivare lui, è stato lui a far appassire me.
Questa estate, mentre stavamo trascorrendo una (troppo) tranquilla settimana di vacanza in montagna con i suoi, mi sono lasciata scappare una riflessione.
"Sai, mi rendo conto di non ridere da ben 2 settimane. Tu da quanto non ridi?"
Lui - e ho deciso che su queste pagine lo chiamerò Charles, come il marito di Emma Bovary - non si è scomposto e ha detto di non ricordarlo, aggiungendo che, in fondo, non è così importante ridere tutti i giorni, perchè la vita non ci dà sempre motivi di ridere.
Mi sono stupita. 
Più volte ho cercato di fargli capire che la noia e l'apatia sono elementi che, conoscendomi, mi portano a distruggere la coppia, cercando altrove l'adrenalina che il mio partner non riesce più a darmi. Gli ho proposto, in quanto coppia sana e innamorata, di essere noi la fonte di adrenalita ed eccitazione che ci vuole per rinvigorire il rapporto.
Nulla è stato fatto. Nulla è cambiato.

Per questo motivo mi vedrò nuovamente con l'Avvocato. Stasera.

martedì 7 febbraio 2012

Moderni Casanova

Trovare la frase giusta per fare colpo non è cosa da poco. La situazione si fa più ardua se ci si trova in un locale chiassoso e affollato, quando si deve urlare dell'orecchio dell'ignara preda cercando di sovrastare la musica ma senza perforarle un timpano.
Alla fin della fiera, le tecniche di rimorchio "da festa" sono sempre le stesse:
- Palpata di sedere a tradimento. Quando la ragazza si gira inferocita, il ragazzo alza le mani con fare innocente ed esclama "Scusami, non l'ho fatto di proposito", trovando così la scusa ti attaccare bottone (e al massimo ci ha guadagnato una tastatina).
- "Posso offrirti da bere?"
- "Ciao, come ti chiami?"
- "Ti va di ballare?". E se gli dici di essere fidanzata, parte la simpaticissima battuta "Non preoccuparti, non sono geloso".

Ovviamente non si può fare di tutta l'erba un fascio, bisogna rendere merito a chi preferisce essere innovativo e distaccarsi dalla massa grazie a uno stile che non esito a definire memorabile.
Vi cito un esempio.
Ero andata a una festa di compleanno insieme a quello che, all'epoca, era il mio giovane e inconsapevole amante (che sul blog chiamerò il Giovane Werther). Si balla, si ride e si festeggia in compagnia tra amici stretti, amici della festeggiata e i vari avventori del locale. Mentre il Giovane Werther si concedeva una sigaretta in mezzo a un paio di drag-queen, mi si avvicina un ragazzo, nemmeno troppo avvinazzato, che inizia a farmi i complimenti per come ero vestita, per come ballavo e così via. Ringraziavo un po' imbarazzata, buttando l'occhio verso l'ingresso sperando di veder tornare il mio accompagnatore. All'improvviso il discorso prende una piega più esplicita.
"E se andassimo in bagno?"
In quanto amico di una mia amica, non me la sono sentita di mandarlo a quel paese per direttissima. Mi sono limitata a un categorico quanto imbarazzato "No". Ma fin qui niente di strano, insomma, non è insolito che qualche sbruffone si giochi la carta del sesso nascosti in un cesso (e a volte gli va pure bene. De gustibus...).
"Dai, faccio tutto io. Te la lecco un po'. Prendilo come se fosse un bidet"
Sono esplosa in una fragorosa risata.

In fondo, il mondo è bello perchè è vario (o avariato).

venerdì 3 febbraio 2012

Se lui non ti chiama è perchè non vuole farlo (non gli è morto il gestore telefonico)


San Valentino si avvicina e io sento di poter scommettere su una cosa: molte fanciulle si stanno mordicchiando le unghie pensando "Lui coglierà l'occasione per farsi sentire e invitarmi fuori?".
Donne, sappiatelo, SE gli interessate, si farà sentire. SE non si fa sentire - parafrasando il titolo di un libro che consiglio caldamente - è perchè NON gli piacete abbastanza. La tecnologia offre mille modi per restare in contatto. Non ha soldi nel cellulare? Può chiamarvi da un fisso. Mandarvi una mail. Scrivervi su Facebook. Spedirvi una missiva. Mandarvi un piccione viaggiatore. Farvi arrivare una pizza a domicilio e farvi scrivere qualcosa con la mozzarella. Alzare le chiappe e venire fisicamente a trovarvi.
"Eh ma lui è molto impegnato". Basta cazzate, sapete anche voi quanti nanosecondi ci vogliano per scrivere "Come stai?". Possono anche scrivervelo nella pausa toilette (gli uomini pensano di avere tra le gambe un drago di komodo che necessita di 2 mani per essere tenuto fermo, ma possono comunque ritagliarsi un momento durante il tragitto sedia-water). Tendiamo a relegare in un buio angolo della mente tutte le spiegazioni razionali del suo silenzio e trincerarci dietro a mantra del tipo "Quando siamo usciti lui ha detto che si era divertito molto, che si è trovato in perfetta sintonia con me e che non vedeva l'ora di uscire nuovamente insieme". Questo non vuol necessariamente dire che stesse mentendo, probabilmente era convintissimo di queste parole, quando le ha dette. A tutti sarà capitato di essere entusiasti per qualcosa e poi, d'un tratto, veder svanire l'entusiasmo con la stessa velocità con il quale è arrivato. Succede in ogni ambito. Dal frivolo rendersi conto che i pantaloni che volevamo spasmodicamente non ci stanno poi così bene come avevamo immaginato, alle relazioni umane.
Dategli pure il beneficio del dubbio. Aspettate qualche giorno. Potete (e si deve) mettere da parte l'orgoglio e provare a sondare il terreno con qualche frase spiritosa "Hey, è da un po' che non ci sentiamo. Va tutto bene o i documenti dell'ufficio ti hanno preso in ostaggio?". Arriva però un momento in cui la verità, per quanto seccante, si fa innegabile e in quel momento dovete scegliere se ingoiare o continuare a masticare quel boccone amaro.
Donne, vi prego e vi scongiuro, SVEGLIATEVI! Fatevi belle, chiamate le amiche e uscite.

giovedì 2 febbraio 2012

Anno nuovo, blog nuovo

Splinder ha chiuso i battenti.
A quanto pare lo sapevano tutti, tranne me. Io l'ho scoperto tramite Facebook, quando un mio contatto ha messo come status "Splinder è ormai chiuso". Sono andata a controllare (un po' come quando leggi "Il 98% delle persone non riesce a leccarsi il gomito", e la prima cosa che fai è provare a leccarti il gomito) e non ho più trovato il mio blog. Anni e anni di ricordi, cazzate, sfoghi emotivi più o meno lacrimosi, tutto perduto. Io non riesco nemmeno a buttare una vecchia t-shirt, e lo prova il fatto che ho un armadio pieno di magliettine Onyx, figuratevi che effetto mi ha fatto scoprire che i mio personalissimo fiume di parole e ricordi è svanito nel cyberspazio.
Pare che Splinder abbia mandato mail per mesi, proprio per assicurarsi che tutti gli utenti fossero informati e avessero tempo di salvare tutto. Peccato che io mi fossi iscritta con un imbarazzante indirizzo mail creato durante gli albori dell'adolescenza (vi dico solo che iniziava con "Lolly"), indirizzo che non apro da almeno 6 anni. E dire che avevo perfino ripreso a leggerlo. Non pensavo di tornarci a scrivere, volevo solo tuffarmi un po' nei ricordi, probabilmente per rivedere certi errori e rinfrescarmi la memoria.

Una mia amica ha commentato "Il tuo blog era un'istituzione", un'altra (e di lei sentirete parlare spesso su queste pagine) ha detto "Il tuo blog lo ricordo bene, era pieno di passione e mi facevi pelare dal ridere".
Mi sono così fatta presente dalla voglia di aprire un nuovo blog.
Come dice il titolo, lo imposterò come un album dei ricordi. Un diario, gestito in forma anonima, nel quale annotare quello che mi passa per la testa. Un po' esercizio stilistico, un po' diario terapeutico. Una sorta di giardino nel quale riflettere, riposare, divertirsi, cazzeggiare.
La fine del mio vecchio blog ha anche un lato positivo: non ci sono più prove pubbliche del mio periodo bimbominkia. Tutti ne abbiamo avuto uno. L'importante è aver conservato un po' di dignità anche durante quel periodo e, soprattutto, essersi evoluti.

Pian piano imparerò anche a rendere gradevole