sabato 31 marzo 2012

Maledetta primavera

Il lavoro, l'università e gli esami mi concedono poco tempo da dedicare al blog. Soprattutto perchè i momenti liberi li passo leggendo libri non universitari e, ora che la primavera è finalmente giunta, passeggiando in mezzo al parco.
A proposito di primavera, da buona leprotta marzolina qual son io ne sento tutti i benefici e gli sconvolgimenti emotivi. Tempo fa, avevo lasciato in sospeso il discorso "Avrò tradito Charles con l'Avvocato?". 
Le intenzioni erano abbastanza buone. Volevo solo civettare un po', giocare e vivere tutto quello che Charles schiva e mi fa schivare. Volevo solo riavvicinarmi - un po' maliziosamente - a un vecchio amico con i miei stessi gusti, uscire, sorseggiare un drink in qualche posto pettinato (e noi non meno pettinati) e farmi desiderare un po'. Complice qualche bicchiere di vino la sera in cui siamo usciti a cena per il mio compleanno, mi sono fatta scappare un bacio. All'uscita seguente, idem. Durante le ripetizioni a casa sua, qualcuno di più. Volevo comunque essere io a decidere quando e in che misura.
Le cose sono un pelino precipitate l'ultima volta che ci siamo visti. Settimana scorsa mi ha invitata a casa sua per farsi raccontare la mia vacanza negli Emirati Arabi ("Così mi racconti della tua vacanza" is the new "Vieni da me ad ammirare la mia collezione di farfalle"). Gli racconto usi e costumi, frangenti, aneddoti, aneddoti più maliziosi... e mi bacia. E allora si riprende il solito vecchio gioco: lui si avvicina, io lo respingo, poi mi lascio baciare ma dopo poco lo interrompo. Mi sembrava di essere tornata un po' adolescente.
Stava per scoccare l'ora di Cenerentola.
"Dai, ti accompagno a casa..."
Lì sono stata io a baciarlo, a chiedergli di spegnere la luce e... 

Sono giorni che rifletto mordicchiandomi a fasi alterne il labbro inferiore e qualche unghia. Per quanto io abbia insultato il Giovane Werther dandogli del bimbominkia immaturo, devo elogiarlo per via del fatto che ha avuto le palle di dirmi apertamente che voleva interrompere quello che c'era tra noi. Persisto nel dire che le motivazioni fossero da bimbominkia viziato, però sapeva che sarebbe stato difficile, che mi avrebbe vista piangere e ringhiare, eppure lo ha fatto.
A Charles sono sempre riuscita a parlare dei problemi che avvertivo. Una parte inconscia di me gli sta perfino dicendo quello che ho fatto. Credo che lui si sia anche accorto del cambiamento, o meglio, del ritorno al mio vecchio ed esplosivo buonumore, oltre al fatto che sessualmente lo cerco molto meno. Questo aspetto non è direttamente riconducibile a quanto accaduto quella sera. Sento Charles come un amico. Se dovessi lasciarlo, mi mancherebbe come amico. Non come ragazzo. 
Questa è una cosa terribile che non merita di sentirsi dire. Nessuno merita di essere ferito così. Allo stesso tempo nessuno merita di essere lasciato con le trite e ritrite frasi di circostanza alle quali nessuno crede. "Non è colpa tua, è colpa mia. Meriti qualcuno che sia meglio di me" e via dicendo.

La verità è che io non sono brava a dire addio. Ho lasciato solo una volta, e il motivo era sempre questo. La distanza che intercorreva tra noi ha reso tutto un pochino più facile, ma Charles abita accanto a me, lo vedo praticamente ogni giorno da oltre 2 anni. 
Mi illudo che cambi. Eppure so che non cambierà mai, non ora che ha 33 anni. Guardo me, quello che vorrei dal mio futuro e sono certa che lui non potrà mai darmi quello che desidero per me. E a 25 anni non me la sento ancora di abbassare le mie aspettative. Non ho nemmeno finito di studiare, non posso già desistere.

martedì 20 marzo 2012

Dubai: Appunti di viaggio - Shopping


La cosa che mi ha fatto apprezzare particolarmente questa vacanza è stata l'osservazione sociologica delle persone del luogo - ma non solo - accompagnata dalle spiegazioni di un amico che vive ad Abu Dhabi da ormai un paio di anni. Probabilmente, senza queste spiegazioni, non avrei gustato così tanto la settimana negli Emirati. 
Se avete in mente di prenotare una vacanza a Dubai-Abu Dhabi, probabilmente saprete già che non troverete musei con quadri e reperti archeologici, così come non vi troverete a mostrare agli amici foto fatte a monumenti centenari. Tutto è nuovo, tutto è lussuoso, tutto è grande e molto è trash.
Gli Emirati sono cresciuti negli ultimi 20-30 anni e ancora adesso continuano a crescere. Basta uscire un po' dalle zone dedicate al business e/o al turismo per rendersi conto che è tutto ancora un cantiere, se poi si ha il coraggio di salire sull'elicottero per ammirare la città dall'alto, lì capirete effettivamente cosa si intende per "è una città costruita in mezzo al deserto". Un'idea la si può avere anche percorrendo la strada che collega Dubai ad Abu Dhabi, ma di questo parlerò prossimamente.

Cosa si può fare a Dubai? Immergersi nel lusso, nell'eccesso e nel trash.

Non si può parlare di Dubai senza nominare i centri commerciali. Anche se non amate fare shopping, andate a vederli. Vi aiutano ad avere un'idea del loro lifestyle; sia per quanto riguarda la mole di negozi, le norme di comportamento  (sono tutti caldamente invitati a indossare abiti decorosi, quindi con spalle e gambe coperte, ed evitare pubbliche dimostrazioni d'affetto, come tenersi per mano) e osservare la loro gerarchia. 

Mall of the Emirates

Noterete in breve tempo l'ingente presenza di filippini, impiegati soprattutto come commessi e camerieri. Loro sono giusto un gradino sopra di quelli che vengono considerati i veri e propri schiavi, gli indiani. Gli indiani vengono messi a svolgere i lavori più degradanti e massacranti, quindi è facile vederli a spaccarsi le ossa in uno dei millanta cantieri sparsi per la città. Gli autoctoni ovviamente non si sporcano le mani e hanno degli impieghi facili, comodi e più che ben remunerati. Possono quasi essere definiti semplici impieghi di facciata, visto che la loro ricchezza dipende dalla ricchezza dell'Emiro.
Tornando ai centri commerciali, uno dei più famosi è il Mall of the Emirates, all'interno del quale troverete negozi, svariati angoli di ristoro e anche una pista da sci.
Mall of the Emirates - Angolo di ispirazione occidentale

Mall of the Emirates - Pista da sci

Altrettanto famoso è il The Dubai Mall, descritto come il centro commerciale più grande - o meglio, il più grande suq al coperto del mondo - del mondo, cosa che ho sentito dire anche di Macy's a New York.

The Dubai Mall
Sinceramente non ho particolarmente apprezzato Macy's, mi ha dato più l'impressione di un grande e disordinato outlet, piuttosto che quella di un centro commerciale in una delle zone centrali della Grande Mela. Il Dubai Mall, al contrario, è un ordinato e immenso tripudio di negozi, ristoranti e attrazioni varie. Tra un acquisto e uno spuntino, potete ammirare una cascata alta 3 piani ornata da tuffatori in argento, un acquario altrettanto alto che si è guadagnato l'ingresso nel Guinness dei primati per il "pannello in vetro acrilico più grande del mondo" e dalle 18:15 circa godervi lo spettaccolo offerto dalla fontana adiacente all'edificio, la musica parte e gli zampilli seguono il ritmo con affascinanti giochi d'acqua.

The Dubai Mall

The Dubai Mall
The Dubai Mall - I giochi d'acqua della fontana

The Dubai Mall - L'imponente acquario

Tutto qui? Certo che no. Se il caldo del deserto vi infastidisce, potete fingere di essere in vacanza in montagna e recarvi alla pista di pattinaggio sul ghiaccio per farvi avvolgere da un inverno versione indoor. Voglia di adrenalina? Nessun problema, il parco a tema SEGA è lì per soddisfare la vostra voglia di emozioni forti. Per dovere di cronaca non si può non citare lo zoo sottomarino. A seconda del tipo di biglietto potete decidere se godervi semplicemente un giro per lo zoo e sotto il tunnel (v. sotto), aggiungere un giro sulla barca dal fondo trasparente e dare da mangiare a qualche pesce, oppure investire circa 200 Euro per farvi calare in una gabbia e godervi un faccia a faccia con gli squali. Sappiate che il semplice zoo è alquanto deludente.
The Dubai Mall - Zoo sottomarino
Più affascinante è l'esperienza di camminare in un tunnel circondato dall'acquario. Già a Osaka avevo fatto una passeggiata di questo tipo e devo dire che è sempre affascinante.

The Dubai Mall - Il tunnel

    
The Dubai Mall - Il tunnel

 
The Dubai Mall -L'attenzione del i dettagli

The Dubai Mall -Welcome to the candy shop

The Dubai Mall -Saggezza popolare

The Dubai Mall - Chissà che pollice verde ci vuole
Quando dico che a Dubai ci tengono a fare le cose in grande, intendo dire che anche i negozi di caramelle non sono semplici negozi di caramelle. Difficile non farsi tentare da questo tripudio di colorata dolcezza.

A presto per la seconda parte dello shopping a Dubai.

venerdì 16 marzo 2012

Scatti turistici


Siccome questo non è un blog gestito da una fotografa e la fotografia comunque non è l'elemento portante, potete facilmente intuire che questa carrellata di foto è il classico servizio tappabuchi. Un po' come quando a Studio Aperto passano immagini di gente che scia e servizi sulla neve killer in inverno, mentre in estate ci ammorbano con il trittico tette-culo-gnocca sulla spiaggia e, chiaramente, il caldo killer.
Abbiate pazienza, tra lavoro, università ed esami imminenti (che ancora devo preparare), non so più a quale divinità indirizzare le mie preghiere e i sacrifici.

Questo è solo un piccolissimo assaggio. Presto mi impegnerò e farò un sensato e ponderato resoconto della vacanza e queste fotazze tipicamente turistiche acquisteranno il senso che meritano.

Abu Dhabi - Tramonto nel deserto

Dubai - Burj Al Arab

Dubai - Burj Khalifa

Dubai - Una dolce campagna di sensibilizzazione

Abu Dhabi - Dromedari nel deserto

Abu Dhabi - Maestosi falchi

martedì 13 marzo 2012

Dubai e Abu Dhabi: consigli di viaggio

La mia vacanza negli U.A.E. (Emirati Arabi Uniti) è purtroppo finita. Posso dire senza esitazione che è stata una settimana interessante sotto molti punti di vista, sia per ciò che ho avuto modo di vedere e conoscere durante la vacanza, sia perchè mi sono potuta confrontare con l'esperienza di una vacanza (quasi) solitaria. 
Prima di passare al resoconto del viaggio - con tanto di aneddoto piccante- vorrei dare qualche suggerimento su come prepararsi.

Iniziamo col dire che Dubai non è solo una meta per ricconi. Certo, il lusso e lo sfarzo sono una peculiarità della città, ma si può tranquillamente trascorrere 7 giorni di svago senza tornare a casa con il conto in rosso e senza farsi mancare nulla. Tutto dipende dal budget e dal genere di vacanza che si cerca. Dato che le mie uniche fonti di guadagno provengono da lavori occasionali come hostess o promoter, capirete che di certo non ho volato in First Class e non ho soggiornato al Burj Al Arab (il famoso hotel a forma di vela), però ho mangiato fuori tutti i giorni, ho fatto shopping e ho fatto diversi spostamenti in taxi, il tutto avanzando buona parte del budget preventivato.
La spesa più ingente resta sicuramente il volo. Io ho avuto una soddisfacente botta di fortuna e sono riuscita a volare con Lufthansa a meno di 400 Euro, ma in generale i prezzi si aggirano intorno ai 550-600 Euro minimo.
Per gli hotel non c'è che l'imbarazzo della scelta. Io ho optato per un monolocale (ho avuto un'altra botta di culo perchè i monolocali erano finiti e mi hanno assegnato, senza costi aggiuntivi, un bel trilocale) a 2 minuti a piedi dalla metro e a una fermata di distanza dal Mall of the Emirates, pagato 250 Euro per 4 notti. Direi non male, no?
A proposito di hotel, al momento della prenotazione fate molta attenzione alla politica della struttura. Non è raro che venga impedito alle coppie non sposate di dormire insieme, restrizione che può venire estesa anche a padri-figlie e fratelli-sorelle. Nel mio hotel vigeva questa politica conservatrice e la cosa è valsa a me e a un mio amico un divertente aneddoto che non mancherò di riportare. Nelle grandi catene solitamente non ci sono questi problemi.

Quando andare?
L'alta stagione va da novembre a fine marzo e a giugno le temperature iniziano a farsi insopportabili. La sottoscritta è stata anche sfortunata perchè sono incappata in un freschino decisamente insolito per la stagione, cosa che però non mi ha impedito di andare a ballare in minidress.

Altra domanda che molte fanciulle - me compresa - si fanno: come posso vestirmi a Dubai?
Vi diranno, così come è stato detto a me, che potete vestirmi come volete e che se ne vedono di tutti i colori. Credeteci, le cose stanno veramente così. Le donne locali devono naturalmente essere coperte, mentre ai turisti viene lasciato un certo margine di tolleranza. Vedetela così, se una persona si mette a sputacchiare rumorosamente per strada, probabilmente lo guardate con disgusto perchè è una persona irrispettosa. Ecco, più o meno è quello che pensano loro di chi gira in abiti troppo discinti. Nei centri commerciali è esplicitamente chiesto di indossare abiti rispettosi che coprano spalle e ginocchia, così come vengono proibite le pubbliche dimostrazioni d'affetto, anche tenersi per mano. In spiaggia il topless è chiaramente vietato ma i bikini sono consentiti, anzi, non è raro vedere delle ragazze che sfoggiano addirittura il tanga. Ad Abu Dhabi le regole sono più severe e bisogna mantenere un certo decoro anche in riva al mare.
Se di sera andate a ballare potete tranquillamente sfoggiare un minidress.

Gli spostamenti da un punto all'altro vengono prevalentemente fatti via taxi. La rete metropolitana si compone di 2 linee e si sviluppa quasi interamente in superficie, fatta eccezione per 4 fermate, e ogni treno dispone di un vagone Golden Class (a un prezzo maggiorato) e uno riservato a donne e bambini. Molto luoghi non vengono comunque toccati dalla metro e sappiate che girare a piedi per Dubai è una cosa da non prendere nemmeno in considerazione (io ci ho provato e vi assicuro che non è stato divertente), quindi il taxi resta il mezzo più comodo e pratico per spostarsi da un punto all'altro. Dimenticate le tariffe italiane, lì puoi fare 15 minuti di taxi e pagare 4 Euro, anche perchè la tariffa è calcolata non a tempo, come da noi, ma a seconda della distanza percorsa.

Ora che ho fatto una piccola introduzione pratica, sono pronta per raccontare nei dettagli la mia breve esperienza negli Emirati Arabi. 
A presto.

lunedì 5 marzo 2012

In vacanza da sola


Quando dico che andrò in vacanza da sola, la reazione più comune è "Da sola??? Che coraggio! Io non lo farei mai!". Chiariamo che la decisione di andare da sola è stata più obbligata che liberamente scelta, siccome il moroso pensava, causa mutuo, di non potersi permettere le vacanze estive. Siccome lui il mondo lo ha girato (ok, lo ha fatto per lavoro, ma intanto ha avuto modo di vedere molti luoghi), io non me la sono sentita di fare il sacrificio di passare le vacanze soltanto nella sua casa in montagna. Adesso ho l'età, il tempo e i mezzi per potermi godere certe esperienze, non me la sento di sprecare un'opportunità e trovarmi in futuro a mangiarmi le mani per l'occasione persa.

Dopo aver mentalmente stilato un elenco delle mete preferite, scremato quelle meno adatte a una ragazza che viaggia da sola, googolato i costi, alla fine ho optato per una settimana negli Emirati Arabi. Passerò 4 giorni a Dubai e 2 ad Abu Dhabi, dove sarò ospitata da un amico che lavora lì da ormai un paio di anni. 
Mi preoccupa il fatto di essere sola?
No, non mi preoccupa. Io mi sono sempre dichiarata poco propensa alle vacanze da sola non per una questione di timore, piuttosto per la paura di annoiarmi e sentirmi sola. Ho bisogno di chiacchierare e interagire, e sono troppo diffidente per socializzare con degli sconosciuti. Di certo tutte le esperienze che farò da sola avranno meno sapore, visto che non avrò accanto qualcuno con il quale condividerle, commentare, ridere e così via. 
Ok, va bene, una cosa che mi preoccupa c'è. L'aereo. Io ho paura dell'aereo, ma ho paura anche se sono con il moroso o degli amici, solo il Lexotan, ansiolitico fido compagno di viaggio, riesce a placare la mia fobia. L'aereo è il mezzo più sicuro, è statisticamente provato che ci sono più possibilità di incidenti facendo in auto la strada verso l'aeroporto, l'aereo è progettato per resistere alle più insidiose condizioni atmosferiche, sull'aereo tutta la strumentazione è doppia ecc. sono così informata sugli aerei che potrei quasi fare il corso per diventare pilota (se solo non fossi così miope). Ma la fobia è, per sua definizione, irrazionale. Lasciare tutto in mano a qualcuno mi mette ansia, io devo controllare, mettere mano, essere sempre aggiornata, poter intervenire. E sono pure claustrofobica.
Paradossalmente, l'ascensore lo prendo a cadenza annuale. La metropolitana la prendo a farsi alterne. L'aereo, nonostante la paura, lo prendo. Ok, per andare a Dubai non ci sono mezzi alternativi, ma anche quando potrei tranquillamente prendere il treno, non mi pongo nemmeno il dubbio e prenoto il volo senza esitazione. Questo sarà il mio primo volo da sola. Mi auguro di non incappare in una tempesta tropicale come quella che ho incontrato sull'Atlantico mentre andavo a NY con la mia amica Bad.

Ci vediamo tra una settimana. E finalmente inizierò a mettere qualche foto sul blog.

sabato 3 marzo 2012

Tentata truffa


Ieri mia nonna è stata vittima di un tentativo di truffa.
La tecnica usata è una delle più classiche: la telefonata di un finto parente alla ricerca di soldi. L'ha chiamata un uomo che si è spacciato per un generico nipote, quando poi lei ne ha nominato uno, lui ovviamente ha colto la palla al balzo e ha detto di essere lui e di avere la voce diversa a causa di un po' di raucedine. Diceva di essere nella sua zona perchè stava cercando casa e aveva bisogno di 20.000 Euro - proprio una sommetta a disposizione di qualsiasi pensionato - per poter concludere subito la trattativa. Quando mia nonna gli ha fatto presente di non disporre di quella somma, e di non avere più di 50 Euro nel portafogli, l'uomo ha terminato la conversazione.

Avvisata del fatto, mia mamma ha subito chiamato la polizia e, tempo pochi minuti, hanno mandato una volante con due (interessanti) agenti per prendere nota dell'accaduto. Mia nonna non voleva avvisare le forze dell'ordine perchè "Chissà cosa pensano i vicini nel vedere una volante della polizia". E anche quando tutti le abbiamo detto di dover fare la denuncia, lei era titubante "Tanto non serve".
Questo è un modo di reagire che riguarda soprattutto ma non solo gli anziani. Bisogna sempre fare la denuncia, perchè così si può avere un'idea della quantità di eventi analoghi che accadono, si può vedere come certi reati, qui una truffa, vengono svolti. Probabilmente, come in questo caso, le forze dell'ordine già sono al corrente del fenomeno e le indagini sono già iniziate, questo però non rende meno importante la denuncia. Serve a vedere se il fenomeno si è ridimensionato, è aumentato, si è evoluto, e, se sì, come e in che misura.
Se qualcuno a voi caro è vittima di un reato, anche se resta nella sua forma tentata, stategli accanto e spiegategli l'importanza di riportare il fatto alle forze dell'ordine. Non si tratta solo dello stress, seppur lieve, e dell'imbarazzo che si può provare nel raccontare più volte l'accaduto, si tratta anche di accompagnare fisicamente questa persona al commissariato e restare con lei. "Da sola non ci sarei mai venuta qui. Mi sarei persa", ha detto mia nonna una volta fuori dall'ufficio dell'ispettore.

Come agiscono?
Speravo che dicendo all'ispettore dei miei studi in ambito criminologico si sarebbe sbottonato di più, purtroppo è stato ugualmente parco di dettagli. Pare che dietro a queste truffe ci sia un'organizzazione criminale attiva a livello europeo. Il modus operandi è quello descritto qui sopra. Studiano i palazzi nei quali vivono diversi anziani, segnano i nominativi e li vanno semplicemente a pescare dall'elenco telefonico. Li chiamano e si spacciano per un parente, poi chiedono in prestito una somma di denaro (per acquistare una casa, una macchina o altro), se questa si rivela essere troppo alta, insistono chiedendo di quanto si dispone in casa, in modo da poter quantificare il possibile bottino. Se ci si dimostra disponibili a prestare la somma di denaro, ti tengono al telefono finchè la vittima non viene raggiunta da un complice che si spaccia per amico del finto nipote. Tengono la linea impegnata per assicurarsi che non vengano avvisate le forza dell'ordine o dei parenti.
L'altra tecnica collaudata è quella dei finti ispettori di luce/gas e simili. Se girate le bollette, sono indicate tutte le precauzioni per riconoscere un vero impiegato della società - per esempio - elettrica da un millantatore. L'aspetto, sempre curato e impeccabile, e un badge/distintivo, facilmente replicabili, non sono indizi sufficienti per potersi fidare. Se sono previsti controlli di luce/gas/acqua ecc. viene sempre apposto un avviso. Non mancano certo le varianti più fantasiose, come lo spray che rischia di ossidare l'oro.
C'è poi la finta badante/amica/parente del vicino che chiede ospitalità per un caffè in attesa che l'assistito/amico/parente torni.

Fate attenzione e istruite correttamente le persone a voi care, soprattutto quelle più anziane. Dite loro che non c'è niente di cui vergognarsi, i disonesti non fanno distinzione di sesso, etnia, titolo di studi ed età, colpiscono dove intravedono una possibilità.