Il lavoro, l'università e gli esami mi concedono poco tempo da dedicare al blog. Soprattutto perchè i momenti liberi li passo leggendo libri non universitari e, ora che la primavera è finalmente giunta, passeggiando in mezzo al parco.
A proposito di primavera, da buona leprotta marzolina qual son io ne sento tutti i benefici e gli sconvolgimenti emotivi. Tempo fa, avevo lasciato in sospeso il discorso "Avrò tradito Charles con l'Avvocato?".
Le intenzioni erano abbastanza buone. Volevo solo civettare un po', giocare e vivere tutto quello che Charles schiva e mi fa schivare. Volevo solo riavvicinarmi - un po' maliziosamente - a un vecchio amico con i miei stessi gusti, uscire, sorseggiare un drink in qualche posto pettinato (e noi non meno pettinati) e farmi desiderare un po'. Complice qualche bicchiere di vino la sera in cui siamo usciti a cena per il mio compleanno, mi sono fatta scappare un bacio. All'uscita seguente, idem. Durante le ripetizioni a casa sua, qualcuno di più. Volevo comunque essere io a decidere quando e in che misura.
Le cose sono un pelino precipitate l'ultima volta che ci siamo visti. Settimana scorsa mi ha invitata a casa sua per farsi raccontare la mia vacanza negli Emirati Arabi ("Così mi racconti della tua vacanza" is the new "Vieni da me ad ammirare la mia collezione di farfalle"). Gli racconto usi e costumi, frangenti, aneddoti, aneddoti più maliziosi... e mi bacia. E allora si riprende il solito vecchio gioco: lui si avvicina, io lo respingo, poi mi lascio baciare ma dopo poco lo interrompo. Mi sembrava di essere tornata un po' adolescente.
Stava per scoccare l'ora di Cenerentola.
"Dai, ti accompagno a casa..."
Lì sono stata io a baciarlo, a chiedergli di spegnere la luce e...
Sono giorni che rifletto mordicchiandomi a fasi alterne il labbro inferiore e qualche unghia. Per quanto io abbia insultato il Giovane Werther dandogli del bimbominkia immaturo, devo elogiarlo per via del fatto che ha avuto le palle di dirmi apertamente che voleva interrompere quello che c'era tra noi. Persisto nel dire che le motivazioni fossero da bimbominkia viziato, però sapeva che sarebbe stato difficile, che mi avrebbe vista piangere e ringhiare, eppure lo ha fatto.
A Charles sono sempre riuscita a parlare dei problemi che avvertivo. Una parte inconscia di me gli sta perfino dicendo quello che ho fatto. Credo che lui si sia anche accorto del cambiamento, o meglio, del ritorno al mio vecchio ed esplosivo buonumore, oltre al fatto che sessualmente lo cerco molto meno. Questo aspetto non è direttamente riconducibile a quanto accaduto quella sera. Sento Charles come un amico. Se dovessi lasciarlo, mi mancherebbe come amico. Non come ragazzo.
Questa è una cosa terribile che non merita di sentirsi dire. Nessuno merita di essere ferito così. Allo stesso tempo nessuno merita di essere lasciato con le trite e ritrite frasi di circostanza alle quali nessuno crede. "Non è colpa tua, è colpa mia. Meriti qualcuno che sia meglio di me" e via dicendo.
La verità è che io non sono brava a dire addio. Ho lasciato solo una volta, e il motivo era sempre questo. La distanza che intercorreva tra noi ha reso tutto un pochino più facile, ma Charles abita accanto a me, lo vedo praticamente ogni giorno da oltre 2 anni.
Mi illudo che cambi. Eppure so che non cambierà mai, non ora che ha 33 anni. Guardo me, quello che vorrei dal mio futuro e sono certa che lui non potrà mai darmi quello che desidero per me. E a 25 anni non me la sento ancora di abbassare le mie aspettative. Non ho nemmeno finito di studiare, non posso già desistere.
